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6 giugno

Alcune poesie di 'Brunechilde' - 'Brunechilde' (nom de plume) ha inviato alcune sue poesie che volentieri si pubblicano. Chi vuole, può lasciare un commento, sarà molto gradito.

Ecco le poesie:

Sono la terra, sono l'acqua
che ad ogni tuo colpo s'apre
con piacere si spacca.

**********

Dirti ti amo è poco
dirti ti amo è addirittura troppo
il poco ci sta tanto
il troppo
troppo poco.

**********

L'eremita attende il Lampo
la fuga verso la verticalità dello spirito.
Io carne
attendo te
nell'orizzontalità del tuo vertice.

**********

Amo il calore dell'amore
la carne dura, la carne molle
il pensiero dolce e velocissimo
del tuo esserci stato
del tuo
essere già andato.

**********

Il tuo odore il tuo profumo
qui ancora fruga
la mia testa tra le gambe

**********

Cosa posso dirti? Ormai sei andato
di te non mi resta
che il sapore
del tuo candido umore.

**********

Sono osceni questi versi? - mi domando
come d'ogni cosa svuotata
pensando a te, al tuo essere verga forte
che pian piano, godendo
mi porta verso altra vita
altra sorte.

**********

Bagnata
di pioggia
io
aspetto

***************

Ma dove sei?
forse stai frugando
tra gli album di altre

***************

Ancora non ti sento
eppure so che ci sei
ancora non ti vedo
eppure so che ci sei
ancora non ti ho conosciuto
eppure ti conosco già:
tu sei la notte che mi rapisce
in un unico
profondo
lunghissimo spasmo d'amore

*****************

Sto dormendo e provo piacere
sogno le calde lunghe notti
quando forestiero assaporavi
tutto il frutto che più amavi

*****************

Se facciamo la nanna ancora insieme
non disperderai il tuo seme

*************

Oggi giorno di pioggia

m'accarezza la mente
la volta che in quella roggia
entrasti in me

denudata di pudore

**************

Se n'è andato all'improvviso
io attendevo ancora sue parole
non scritte
non dette
soltanto
artefatte dalla rete del ragno crudele.
Se n'è andato nel silenzio
la sua lucina s'è spenta ma io non me n'ero accorta
così ho atteso
un treno già passato

**************

La mia testa dormiente
non recepisce più niente
la fatica è stata tanta
ora sono stanca
Domani è martedì
nessuno ancora qui
Ma sorprese verranno - m'ha detto l'indovino
ed altri godranno
guardandomi da vicino
Forse anch'io proverò piacere
ricordando le passate sere
quando la nonna
cantava la ninna
cantava la nanna

30 maggio

Perché la libreria virtuale fa un po' schifo

La libreria (quella vera, che si trova a Milano, in pieno centro, è meravigliosa. Credo che sia una tra le più grandi librerie della città: disposta su tre piani, è "ricchissima". Ci si trovano perfino edizioni rare, libri antichi). La libreria virtuale invece fa un po' schifo in quanto - nonostante sia Hoepli, come il motore di ricerca - non si riesce a trovare i libri che si possiedono (e non solo quelli che sono ancora in vendita). Io, i libri che ho inserito, li ho davvero in casa, sono una parte della libreria (e penso sia così per tutti). Pertanto, non trovare libri come la "Storia artistica del medioevo" di G. Duby, o le poesie (libri di-) di Antonio Porta, poeta notevolissimo, o di Maurizio Cucchi - altro importante - o di Patrizia Valduga (sì, alcuni ci sono e li ho inseriti, ma per esempio manca "Donna di dolori", Lo Specchio, Mondadori), o di Alfonso Berardinelli ("Lezione all'aperto", stessa collana, stesso editore) e tanti tanti altri ancora, non trovare dunque libri del genere fa dispiacere, e tanto. Comprendo: si tratta di un'operazione puramente commerciale tesa a conoscere quali libri siano nelle case di chi partecipa al sito, come autore e/o utente, però così a me non piace, 'non funziona'. Meglio sarebbe stato se avessero dato la possibilità di inserire liberamente i volumi che ognuno possiede e soltanto dopo elaborare gli inserimenti per conoscere i 'gusti'. Altrettanto vale per 'i libri che vorrei': anche in questo caso non ha senso andare a cercarli nel motore di ricerca (in nessun motore) poiché io potrei voler avere 'Tra' (è il titolo di un libro edito da Feltrinelli tra la fine degli anni '60 e i primissimi '70, di un'autrice tedesca - di cui non ricordo il nome, purtroppo, però adesso non ho voglia di andare a prendere la scala e salire fino al soffitto e cercarlo...) e se 'Tra' non è disponibile (come non lo è, a meno che non abbia commesso errori nella ricerca) ovviamente non lo troverò mai e dunque non potrò mai inserirlo nei 'libri che vorrei'. E poi c'è la ricerca pura e semplice. Si digita 'Maurizio Cucchi', e come risultato si hanno pure quei Cucchi che Maurizio non sono. Lo stesso per Antonio Porta, o per Benedetta Barzini, per esempio; senza tenere conto dei titoli con più parole e soprattutto con l'articolo (ricordatevi sempre che l'articolo iniziale va tralasciato - e questa è una buona regola da buon bibliotecario -). Ecco perché, a mio modesto avviso, la 'libreria virtuale' fa un po' schifo.

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31 marzo

L'ora (il)legale

E ancora, di nuovo, quest'ora fasulla: l'ora legale che in realtà reputo assolutamente illegale. L'essere umano, finché sopravviverà questa specie assurda d'animale, non finirà mai di combinare guai con la convinzione netta di star facendo del bene. Chissà perché. L'ora legale, si sa, non porta alcun risparmio di energia, ma questo vogliono farci credere, purtroppo. O se risparmio vi è, dura il tempo di un mese, massimo due (ma proprio massimo). E il risparmio - facciamoci caso, per favore - starebbe soprattutto nelle case, nelle abitazioni. Ci credo!, non ci si è praticamente mai, in casa, dal lunedì al venerdì! Tuttavia io, la mattina, accendo la luce della cucina e poi quella dello studio. Ma chi va in ufficio può ben vedere che le luci sono accese, sempre: mattina e pomeriggio, estate e inverno, primavera e autunno. Poi ci sono i supermercati, e i negozi, e le vetrine dei negozi; poi ci sono i bar, i ristoranti...Hanno tutti le luci accese. Poi arriverà il caldo, quello forte, arriverà il solLeone, arriverà l'afa, e tra non molto, e allora si accenderanno i condizionatori. In TUTTI gli uffici, in TUTTI i supermercati ecc. E proprio nei supermercati, passando davanti ai vari banchi dei diversi prodotti 'freschi', il freddo sarà tale che un golfino di lana ci starebbe benissimo! Poi (e chi lo può negare, visto che succede regolarmente ogni anno!?), poi ci saranno i black-out causati proprio dal troppo consumo di energia. I(l) black-out sono come il termometro: misurano in pratica il consumo di energia. E poi vengono a dirci che con 'sta cavolo di ora legale si risparmia! Ma la cosa più brutta davvero, la cosa peggiore, è che ci sono centinaia di migliaia di persone che ci credono!, che credono a questa bufala cosmica dell'ora legale! E non è vero che gli animali (quelli buoni, come per esempio i gatti, le vacche, i maiali ecc.) non risentono del cambio dell'ora. Ne risentono o comunque la 'percepiscono'. Un esempio: il gatto Zizou che è in casa, alle 6,15-6,30 del mattino, dall'altro ieri non viene più a chiedere la pappa. Proprio perché non sono le 6,15-6,30! Dovremmo quindi smetterla, con l'ora legale, dovremmo accettare l'ora già fasulla di quella solare. Non c'è alcun risparmio, non c'è assolutamente alcun risparmio e non ci sarà mai! Io non ho soluzioni da proporre anche perché adesso come adesso non ci possono essere soluzioni, almeno non in senso radicale, ma mi preme almeno far accorgere. E in Italia non manca la luce (= Sole), anzi, eppure... (Vedi il Tormentone)

24 marzo

Breve intervento sulla Democrazia

Mi domando: è ancora tempo di e per la democrazia? Non è forse giunta alla sua fine?, cioè: non sta morendo? Da come siamo messi – almeno in Italia – direi di sì. Ma non soltanto qui da noi. E allora, tra non molto, si giungerà alla Tirannide. Per ‘rimettere a posto’ i guasti provocati da troppa democrazia. E il caro ‘vecchio’ Platone lo diceva già, più di due millenni fa, nel suo La Repubblica: la degenerazione della democrazia porta alla tirannide. E chi può negare che ormai, di questi tempi, la democrazia non sia degenerata? Quanti sono, innanzitutto, le persone – uomini e/o donne – che sono veramente dei politici e non dei ‘tecnici’ o degli imprenditori o ex-manager? Boh! E poi: ogni giorno, sui giornali, si legge di tutto e il contrario di tutto (forse il giorno dopo); allora: di chi è la Verità?, a chi appartiene la Verità? Questo quindi è il tempo dei Sofisti, nient’altro. (Ma nemmeno con la esse maiuscola, come invece ho messo). Dunque, se non è più tempo di democrazia, non è più tempo di riforme (di questo mi riprometto di scrivere più avanti) e se non è più tempo di riforme, allora due altre strade ci si prospettano: la tirannide – appunto – o la RIVOLUZIONE (quella vera, a livello Mondiale).

21 marzo

Berlusconi siamo noi

Sì, Berlusconi siamo noi, noi tutti, perché noi l'abbiamo 'creato'. L'abbiamo 'creato' accettando le sue offerte televisive; l'ha 'creato' la stessa RAI, l'hanno creato insomma tutti gli italiani, anche coloro che adesso gli danno contro. L'essere umano è un essere complesso e complicato, a volte davvero difficile da comprendere, nelle sue azioni che di primo acchito non sa nemmeno di compiere. Ma è soltanto un'apparenza, questa delle 'azioni non compiute'. In realtà le 'azioni' si compiono eccome!, anche stando in poltrona davanti alla televisione. Adesso - ed è chiaro a tutti - vorrebbe comprarsi Alitalia (e i soldi per farlo ce li ha, eccome se li ha!). Che male ci sarebbe? Se la comprasse Air France, in effetti, sarebbe come se un altro disgustosissimo Napoleone invadesse ancora l'Italia. E poi non avrebbe senso, essendo Alitalia la cosiddetta compagnia di bandiera. Ma al di là di questo particolare, ripeto: Berlusconi siamo noi perché noi l'abbiamo fatto diventare Berlusconi. E adesso però cerchiamo (ma le troviamo?) mille scuse per dargli contro, così, a 'partito preso', solo perché è Berlusconi-con-un-sacco-di-soldi. Abbiamo invidia della sua ricchezza e allora giù che gli diamo! L'Italia l'ha rovinata Prodi, e non soltanto una volta. L'Italia è stata rovinata da quel miscuglio di teste del cosiddetto centro-sinistra che è andato a rovistare nelle tasche degli italiani che di soldi ne hanno pochi e sempre di meno. Poteva mettere le mani nelle tasche dei tanti, tantissimi berlusconi (ché ce ne sono, nèh!, ce n'è tantissimi!) eppure non l'ha fatto. E adesso Veltroni fa demagogia, soltanto demagogia perché non sa che pesci pigliare. Ma gli operai, gli operai stessi (che dovrebbero o avrebbero dovuto essere la punta della lancia della Rivoluzione proletaria) gli stessi operai sono stufi di quella sinistra che sinistra non è più da tempo e che ha messo loro le mani in tasca. Gli operai vanno a destra. Colpa di Berlusconi? Davvero?! Gli operai, in quanto metalmeccanici (contratto dei) guadagnano più di un impiegato, stanno meglio di un impiegato, di una cassiera del supermarket, di un/a commesso/a di negozio, inquadrati nel commercio. E allora, come potrebbero volere la rivoluzione, gli operai? Chissà se Bertinotti, se Diliberto e pure Rizzo sono in grado di spiegarlo. Ribadisco: gli operai vanno a destra!, si fidano più di Berlusconi che di Veltroni! Incredibile ma vero...E poi prendiamocela ancora una volta con quel simpaticaccio che riesce perfino a dire: "Sono in odore di santità" (cosa che nemmeno un papa credo abbia mai detto). E tu, nuvolasenzainverno, non aver paura di tradire, non tradiresti nessuno. Non sai chi votare? Non andare a votare! La sinistra è morta, morta, morta! E il desiderio di Bertinotti di far suonare accanto all'inno di Mameli l'Internazionale, non ha alcun senso! La sinistra socialdemocratica è l'unica che resiste, ma la socialdemocrazia è stata la rovina del proletariato e ha contribuito ad annullare la Rivoluzione. O si è di sinistra-sinistra (ma dov'è più la realtà sociale, a sinistra-sinistra?, non esiste più!, esiste soltanto la realtà politica, parlamentare ed extra-parlamentare, ma è, appunto soltanto una realtà politica), oppure si è di destra-destra. Ma per favore, per favore, non siate più 'moderati'! I 'moderati' sono quelli che contribuiscono a rovinare tutto! I 'moderati' sono coloro che dicono 'sì' e 'no' allo stesso tempo! I 'moderati' sono i 'democratici' che vanno avanti(?) a forza di tolleranza fino a quando non vengono toccati personalmente, allora, da quel punto in poi, smettono di essere tolleranti e svelano così il loro vero volto.

13 marzo

Veri sprechi e falsi risparmi

Tra poco tornerà l’ora legale (che non modificherà ancora una volta nulla anche se ci fanno credere il contrario, un contrario difficile da credere). Nel frattempo, e ormai da qualche anno a questa parte, si sprecano gli ‘inviti’ a risparmiare energia. Se seguite ‘Caterpillar’, nota trasmissione radiofonica, vi sarà facile ricordare l’invito al risparmio, ‘M’illumino di meno’ è la tiritera. Pochi giorni fa, il Corriere della Sera ha dedicato il suo Focus all’argomento, invitando appunto a risparmiare. Il risparmio – stando sia a Caterpillar, sia al Focus del Corriere – starebbe anche (o forse soprattutto) nello spegnere i diversi apparecchi elettrici che abbiamo in casa, nel non farli stare in stand by, cioè, come si sa, con la lucina accesa. E ancora: sia la trasmissione, sia il quotidiano, puntano il dito su apparecchi come la televisione, il computer, il cellulare, il telefono di casa (ormai un cordless per tutte o quasi le famiglie). Ma se il discorso può valere per la televisone e il cellulare (che almeno di notte può davvero rimanere spento), non si può dire altrettanto per quanto riguarda computer, decoder e cordless. E il non spegnerli non è cattiva volontà, è semplicemente necessità, o meglio: impossibilità di farlo. Il perché lo capirebbe anche un neonato: per quanto riguarda il telefono: non essendo più ‘fisso’ e funzionando con la batteria, il cordless, come è noto, necessita di un attacco alla presa elettrica in modo tale che quando lo si ripone sulla base la batteria stessa possa ricaricarsi. Già questo basta per capire come non si possa eliminare lo stand by: se si staccasse la spina, infatti, si spegnerebbe tutto, il telefono non funzionerebbe più, non sarebbe più utilizzabile (e allora, come la mettiamo con un’eventuale emergenza?). Dunque il telefono, anche riposto sulla base, avrà sempre e comunque accesi quei suoi led che sono poi i maggiori colpevoli dello spreco. Lo stesso discorso vale per i computer (almeno per i portatili). Anche se a fine giornata io spengo il computer, infatti, resta una spia luminosa accesa (nel mio caso verde); se staccassi la spina la spia verde si spegnerebbe, ma se ne accenderebbe un’altra gialla ad indicare che il computer è alimentato a batteria… Cosa dovrei fare, quindi, ogni sera? Staccare la spina e togliere la batteria. Per togliere la batteria dovrei ogni volta rovesciare il portatile e, appunto, togliere la batteria. Analogamente per i decoder: il decoder in realtà non si spegne mai, per poterlo fare davvero bisognerebbe anche in questo caso staccare la presa di corrente. Inoltre: sono ormai tanti coloro che usufruiscono per esempio di Fastweb, servizio che permette di disporre di diverse ‘funzionalità’ quali telefono, computer, televisione. E chi dispone di Fastweb sa bene che l’installazione necessita di una scatoletta chiamata hag, sulla quale continuano ad illuminarsi – notte e giorno ventiquattr’ore su ventiquattro – diversi led rossi. Bene, se si toglie l’alimentazione all’hag, non funzionano più né telefono né computer e non si riesce più a vedere i programmi della pay TV. Ma queste cose capitano anche negli uffici (tranne la televisione, forse); voglio dire che anche gli uffici hanno i cordless (e più di uno o due), i computer, e servizi come Fastweb o Alice. E gli uffici e le aziende in tutt’Italia non sono certamente due o tre (Fastweb e Alice compresi). Allora, cosa facciamo? Come possiamo davvero, realmente risparmiare? Senza dire che uffici, aziende, banche, ma anche tantissime case, dispongono di sistemi di allarme, tra l’altro. Allora, di nuovo, cosa facciamo? Sembra che non ci sia risposta, purtroppo. Tuttavia, chi segue ‘Caterpillar’ e chi legge i vari quotidiani, e chi sta davanti al computer a leggere le notizie online, ha mai sentito o letto di lamentele di quella e/o questi per quanto riguarda l’enorme spreco di denaro e di energia quando si tratta di una partita di calcio in ‘notturna’ (e domenica in Qatar c’è stata pure la corsa motociclistica, in ‘notturna’) o di una gara automobilistica o motociclistica? No. Nessuno dice, nessuno ha mai detto niente. Obiezione: avremo pure il diritto di divertirci, o no? Certo, per divertirsi i soldi non mancano mai, e lo spreco…è necessario!

9 marzo

Tempi e luoghi dei 'profumi' (e non solo)

A chi non è capitato, poco prima dell'ora di pranzo o di cena di sentire per esempio il 'profumo' o semplicemente l'odore del soffritto, o quello più variegato ma non meno 'carico' di un buon minestrone? Ed entrambi forse ci hanno fatto venire - come si dice - l'acquolina in bocca, proprio perché tra poco appunto si pranza o si cena... E quell'odore diventa addirittura 'profumo' e ci apre pure lo stomaco come un buon aperitivo... A tutti, immagino, sarà successo, e forse quegli odori, quei 'profumi' hanno aumentato pure il nostro appetito tanto che non vediamo l'ora di metterci a tavola e quasi in quel momento invidiamo chi ha preparato il buon minestrone o il ragù (che richiede il soffritto). Eppure, questi stessi aromi che sprigionandosi da qualche parte a determinate ore ci hanno messo ancora più fame, a 'sentirli' in ore diverse da quelle 'canoniche' possono farci addirittura schifo. Ne convenite? Vi è mai venuta fame alle otto del mattino sentendo per esempio, proprio sul pianerottolo di casa, che qualcuno nel condominio sta già preparando un sugo e quindi sta facendo già il soffritto il cui odore si è sparso su tutti i piani? Se sì, va bene; se no...allora la mia teoria (perché di questo si tratta, nient'altro che una teoria) si avvalora. Già, perché se sussiste il secondo caso (quello dello 'schifo'), allora significa che gli odori diventano profumi solo in determinate ore. 'Diventano' per noi, ovviamente, loro non cambiano. Proseguendo su questa linea teorica, allora gli stessi odori, aromi, profumi cambiano anche a seconda dei luoghi ma del tutto indipendentemente dai tempi appena presi in considerazione. Infatti (e credo sia difficile negarlo) lo stesso, l'esattamente identico odore di minestrone 'sentito', o casualmente annusato dalle ascelle (nostre o di chi altro non ha importanza), beh, quell'odore diventa addirittura puzza! Eppure l'odore è lo stesso, appunto, tanto è vero che solitamente diciamo ma che puzza di minestrone!, quando ci si avvicina una persona che da sotto le ascelle emana tale...odore. E ancora: l'odore è identico, e forse una volta a casa, dopo l'ufficio...ci mangiamo un buon minestrone senza alcuno schifo! E la stessa 'cosa' accade quando purtroppo avanziamo qualcosa e la buttiamo. Ora, ammettiamo questo: che abbiamo appena cambiato il sacchetto della spazzatura: esso è vuoto, è un semplice sacchetto del supermercato dove poco prima abbiamo messo tante cose che poi abbiamo mangiato. Il sacchetto quindi è ancora pulito, però sta a ricoprire il 'cestino' della spazzatura. Ammettiamo di aver appena mangiato una cotoletta al cui osso è rimasta attaccata della 'ciccia'. Buttiamo via ma poi ci viene il senso di colpa: tanta gente muore di fame e io ho buttato via un osso che intorno ha ancora della carne! Beh, chi di noi avrebbe il coraggio di andare a riprendere quel pezzo e cominciare a spolparlo tutto? Quel pezzo buttato lì nel cestino, dentro al sacchetto in pratica pulito, ci fa già schifo! Dunque non solo gli odori, i profumi, diventano 'puzze' a seconda dei tempi e dei luoghi, ma pure gli alimenti diventano immangiabili se solo li mettiamo in luoghi diversi da quelli da cui si possono ancora 'prelevare'. E' così affascinantemente incredibile, l'essere umano...!

8 marzo

Ma alle 15,21 (ora di Splinder)

Alle 15,21, ora di Splinder (sì, perché Splinder ha ore 'strane', tutte sue, nel senso che uno inserisce un intervento alle 14,10 e sul blog appare 11,40) beh, alle 15,21 di oggi ho ricevuto sul blog Etymos da Romanticaperla (collegamenti qui a destra, in Vedi) questo commento (forse ha letto i due interventi Festa delle donne e Le donne siciliane di PRC..., io non lo so):

"Ah! La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne...solo adorate!" (O.Wilde).Ciao ciao ^_^
Baci vany.

Chiarimenti (ore 17,15)

Chi ha letto i due interventi qui sotto di oggi 8 marzo, potrebbe pensare che io abbia qualcosa contro le donne. Non è così, ci tengo a precisarlo. Solo, non riesco a capacitarmi di come una tragedia possa diventare una festa (allora: perché non si va ad Auschwitz a cantare, ballare, bere e mangiare, almeno una volta all'anno?). E non riesco davvero a capire quelle donne siciliane di PRC che non accettano Luxuria. Io non-riesco-a-capirlo! (Sì, in realtà non riesco a capire un sacco di cose, però queste men che meno, scusatemi!).

Festa delle donne

Auguri a tutte voi, anche se a mio avviso ci sarebbe poco da festeggiare (ma è il parere di un maschio, quindi lascia il tempo che trova) ci sarebbe poco da festeggiare perché come tutti sappiamo in questo giorno, tanti anni fa, alcune donne morirono tragicamente. Quindi: festeggiare? Sì, in effetti anch'io festeggio, ad ogni anniversario della morte di mio padre, di mia madre e di tanti altri cari!

Le donne siciliane di PRC...

Sul Corriere di oggi ho letto che le donne siciliane di PRC che fa capo a Bertinotti, e quindi comuniste(!?) non vogliono nel partito Luxuria, noto (o nota) parlamentare. Io mi sono fermato al titolo, perché un articolo del genere non vale la pena di leggerlo. Non per l'articolo in sé, ma per il rifiuto delle siciliane. Mi sono domandato che concezione abbiano quelle donne del comunismo.

2 marzo

Dichiarazione d'amore

L'altroieri mattina, verso le sei, mi sono ritrovato a ricordare quando nel 1997 andai per la quarta o forse quinta volta a Monaco per l'Oktoberfest. Era stato un mio amico a propormelo, nonostante fossi già sposato da 8 anni. Dissi va bene, okay, andiamo. Ma una volta là, in mezzo a tantissime persone, tra un capannone e l'altro dove ci si inebriava di ottima birra, tra le giostre e quant'altro...mi accorsi che mi mancava qualcuno, qualcuno con cui condividere pienamente il gioioso folklore della serata e della festa. Il 'qualcuno' era mia moglie. Da quella volta  decisi che senza di lei non sarei andato più da nessuna parte, perché vivere le cose senza di lei significa non viverle appieno, fino in fondo, perché manca una parte di sé. La parte più importante.

F. è stato censurato (io sono democratico, ma fino a un certo punto. Claudio).

29 febbraio

Un aspetto della 'nostra' schizofrenia

Gli aspetti della 'nostra' (di noi che ci riteniamo normali, non-matti, non-pazzi, non-schizofrenici appunto, non-paranoici né non-paranoidi), gli aspetti della 'nostra' schizofrenia sono diversi - e lo ammetterete, spero, sia che siamo schizofrenici, sia che vi sono svariati aspetti di normoschizofrenia. Beh, uno di questi è rappresentato dai siti web. Per lavoro, mi capita di visitarne non pochi al giorno: alcuni sono semplici, di facile consultazione, chiari, veloci da 'navigare'; e tra questi ve ne sono di belli, di decenti, di bruttini, di inguardabili (tanto che io mi son detto più e più volte: 'tu un sito non lo sai fare, però sarà sempre migliore di questo', e mi sono rinfrancato almeno un po'). Questi siti però sono - appunto - veloci, e la velocità (la 'fretta' più che altro) è un particolare molto importante che caratterizza la società moderna e postmoderna e post-postmoderna e via dicendo. Poi c'è un'altra categoria di siti che si distingue più che altro per il movimento, per l'animazione (i siti realizzati con Flash, come si sa) in cui prevale l'aspetto estetico (alcuni sono veramente belli, attraenti); ed è proprio l'estetica che frega, e fregando esprime uno dei tanti aspetti della 'nostra' normoschizofrenia. Già, perché fanno perdere un sacco di tempo. Invece di rispondere ai criterii di velocità, facilità d'uso, semplicità di 'navigazione', questa seconda categoria di siti è, ripeto, una perdita di tempo. Per esempio: si vuole conoscere la sede (la location, come si dice adesso, maledizione!), di un'azienda che tra l'altro è italianissima, per es., e quindi basterebbe che mettesse indirizzo e quant'altro di utile nella H.P. e via. Invece no: si clicca su dove siamo e si apre una 'finestra' (quando va bene, sennò è addirittura un'altra pagina) in cui compare l'immagine di tutta la terra, di tutti e cinque i continenti; allora devi cliccare ancora sulla zona che ti interessa (per es. Europa); l'Europa s'ingrandisce, cambia colore, si suddivide nei vari Paesi che la compongono, ma non basta; allora clicchi sull'Italia, e questa s'ingrandisce, cambia colore, si suddivide per le varie regioni. Ma non basta. Allora clicchi sulla regione, e questa s'ingrandisce, si suddivide in province ognuna di colore diverso, appaiono puntini rossi intermittenti, ma ancora, ancora non basta per sapere dove cavolo sta, 'sta benedetta azienda, che avresti fatto prima ad andarci in macchina o in treno, se solo l'avesse scritto subito, sulla H.P., ben chiaro... Poi alla fine lo scopri, finalmente, ma intanto hai perso tempo. E allora ti domandi davvero se davvero non siamo schizofrenici: se in questa società domina la velocità, perché far perdere tempo (altra caratteristica di primaria importanza: mai e poi mai perdere tempo, in questa società)? Tempo che tra l'altro potrei 'perdere' facendo i cavoli miei, divertendomi chessò, a giocare col gatto, o a leggere, o a realizzare il sito. Ma tant'è.

28 febbraio

Parole 'tabù'

Poco tempo fa, un'amica si lamentava con mia moglie perché il medico le aveva detto che è una persona anziana. L'amica non voleva (e non vuole) sentirsi dire che è anziana. Eppure ha 65 anni e - almeno a me - non sembra poi più tanto giovane. Ma forse non soltanto a me, ma pure al medico; e probabilmente anche ad altri più o meno 'giovani' di lei. Allora, dopo aver saputo così da mia moglie, ho pensato che il fastidio di sentirsi dare dell'anziana sia dovuto al tabù che quasi vieta (proprio perché tabù) di pronunciare la parola vecchio per chi è ormai ultra settantenne. Voglio dire: che avendo praticamente sostituito (a livello sociale) vecchio con anziano, chi si sente dire anziano è come se sentisse dirsi vecchio, e questo certamente può dare fastidio, proprio perché un/a 65enne non è ancora vecchio/a, ma appunto anziano. Il tabù, come si sa, non riguarda soltanto la parola vecchio, ma anche negro, sordo, cieco, handicappato e altre ancora.

Le parole sono qualcosa di veramente straordinario: non solo sono parole, non solo 'mostrano' le cose, ma evidenziano pure i sensi di colpa (anche se stupidi).

 

Cfr.
Téchne, le radici della violenza (E. Severino, Rizzoli); Gli abitatori del tempo (E. Severino, Armando); Destino della necessità, Essenza del nichilismo (E. Severino, Adelphi); Passi passaggi (A. Porta, Mondadori); Il raggio d'ombra, Vite di uomini non illustri, Nati due volte (G. Pontiggia, Mondadori); Un giorno da cani (M.G. Mazzucco, Corriere della Sera); Dracula (B. Stoker, Mondadori); Frankenstein (M. Shelley, Mondadori); Il concetto di tempo (M. Heidegger, Adelphi); La filosofia come stile di vita - introduzione alle pratiche filosofiche (R. Màdera, L.V. Tarca, B.Mondadori); Watt (S. Beckett, Einaudi); Donna di dolori (P.Valduga, A.Mondadori); Qohélet (Einaudi); Trentanove fonogrammi da Mel (con una lettera del conte) (G.Corazzol, Pilotto); Squartamento, Sommario di decomposizione, Al culmine della disperazione (E. Cioran, Adelphi); Murphy, Quello che è strano, via (S. Beckett, Einaudi; E/S); Le parole la notte (F. Biamonti, Einaudi)
 

 

 
(Op.) cit.

"Non sono arrivato fra i primi tre, però ho ricevuto la minzione d'onore!

"L'estrema evidenza è l'estrema follia" (E. Severino);

"Tutte le vite che vivo, le vivo eternamente; tutto ciò che ho deciso o decido, l'ho già eternamente deciso..." (E. Severino)

"A cinquant'anni, o si scrive un best seller, o si scappa con una ballerina" (U. Eco)

"Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe" (Madre Teresa)

"Si vive per la morte" (M. Heidegger)

"Non è vero che non faccio niente! Semplicemente lascio che le 'cose' seguano il loro corso" (T.G. de' Sempronii)

"Se si temono dolori o sofferenze, sarà necessario capire se si può fare qualcosa al riguardo. Se esiste un rimedio, non c'è bisogno di preoccuparsi; se non esiste, anche in questo caso non c'è bisogno di preoccuparsi" (Dalai Lama)

 

Vedi:
Nuvolasenzainverno; Antares666; Antrodelleidee; Righealvetriolo; Raffaelemilite; Dolcezizou; Watt; Etymos; Mostra Fotografica Permanente (MFP); Romanticaperla; Agricoltura ticinese; Malato del milan; Fotografando qua e là;