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6 giugno
Alcune poesie di
'Brunechilde'
- 'Brunechilde' (nom
de plume) ha inviato
alcune sue poesie che
volentieri si
pubblicano. Chi vuole,
può lasciare un
commento, sarà molto
gradito.
Ecco le poesie:
Sono la terra, sono
l'acqua
che ad ogni tuo colpo
s'apre
con piacere si spacca.
**********
Dirti ti amo è poco
dirti ti amo è
addirittura troppo
il poco ci sta tanto
il troppo
troppo poco.
**********
L'eremita attende il
Lampo
la fuga verso la
verticalità dello
spirito.
Io carne
attendo te
nell'orizzontalità del
tuo vertice.
**********
Amo il calore dell'amore
la carne dura, la carne
molle
il pensiero dolce e
velocissimo
del tuo esserci stato
del tuo
essere già andato.
**********
Il tuo odore il tuo
profumo
qui ancora fruga
la mia testa tra le
gambe
**********
Cosa posso dirti? Ormai
sei andato
di te non mi resta
che il sapore
del tuo candido umore.
**********
Sono osceni questi
versi? - mi domando
come d'ogni cosa
svuotata
pensando a te, al tuo
essere verga forte
che pian piano, godendo
mi porta verso altra
vita
altra sorte.
**********
Bagnata
di pioggia
io
aspetto
***************
Ma dove sei?
forse stai frugando
tra gli album di altre
***************
Ancora non ti sento
eppure so che ci sei
ancora non ti vedo
eppure so che ci sei
ancora non ti ho
conosciuto
eppure ti conosco già:
tu sei la notte che mi
rapisce
in un unico
profondo
lunghissimo spasmo
d'amore
*****************
Sto dormendo e provo
piacere
sogno le calde lunghe
notti
quando forestiero
assaporavi
tutto il frutto che più
amavi
*****************
Se facciamo la nanna
ancora insieme
non disperderai il tuo
seme
*************
Oggi giorno di pioggia
m'accarezza la mente
la volta che in quella
roggia
entrasti in me
denudata di pudore
**************
Se n'è andato
all'improvviso
io attendevo ancora sue
parole
non scritte
non dette
soltanto
artefatte dalla rete del
ragno crudele.
Se n'è andato nel
silenzio
la sua lucina s'è spenta
ma io non me n'ero
accorta
così ho atteso
un treno già passato
**************
La mia testa dormiente
non recepisce più niente
la fatica è stata tanta
ora sono stanca
Domani è martedì
nessuno ancora qui
Ma sorprese verranno -
m'ha detto l'indovino
ed altri godranno
guardandomi da vicino
Forse anch'io proverò
piacere
ricordando le passate
sere
quando la nonna
cantava la ninna
cantava la nanna
30 maggio
Perché la libreria
virtuale fa un po'
schifo
La libreria (quella
vera, che si trova a
Milano, in pieno centro,
è meravigliosa. Credo
che sia una tra le più
grandi librerie della
città: disposta su tre
piani, è "ricchissima".
Ci si trovano perfino
edizioni rare, libri
antichi). La libreria
virtuale invece fa un
po' schifo in quanto -
nonostante sia Hoepli,
come il motore di
ricerca - non si riesce
a trovare i libri che si
possiedono (e non solo
quelli che sono ancora
in vendita). Io, i libri
che ho inserito, li ho
davvero in casa, sono
una parte della libreria
(e penso sia così per
tutti). Pertanto, non
trovare libri come la
"Storia artistica del
medioevo" di G. Duby, o
le poesie (libri di-) di
Antonio Porta, poeta
notevolissimo, o di
Maurizio Cucchi - altro
importante - o di
Patrizia Valduga (sì,
alcuni ci sono e li ho
inseriti, ma per esempio
manca "Donna di dolori",
Lo Specchio, Mondadori),
o di Alfonso
Berardinelli ("Lezione
all'aperto", stessa
collana, stesso editore)
e tanti tanti altri
ancora, non trovare
dunque libri del genere
fa dispiacere, e tanto.
Comprendo: si tratta di
un'operazione puramente
commerciale tesa a
conoscere quali libri
siano nelle case di chi
partecipa al sito, come
autore e/o utente, però
così a me non piace,
'non funziona'. Meglio
sarebbe stato se
avessero dato la
possibilità di inserire
liberamente i volumi che
ognuno possiede e
soltanto dopo
elaborare gli
inserimenti per
conoscere i 'gusti'.
Altrettanto vale per 'i
libri che vorrei': anche
in questo caso non ha
senso andare a cercarli
nel motore di ricerca
(in nessun
motore) poiché io potrei
voler avere 'Tra'
(è il titolo di un libro
edito da Feltrinelli tra
la fine degli anni '60 e
i primissimi '70, di
un'autrice tedesca - di
cui non ricordo il nome,
purtroppo, però adesso
non ho voglia di andare
a prendere la scala e
salire fino al soffitto
e cercarlo...) e se 'Tra'
non è disponibile (come
non lo è, a meno che non
abbia commesso errori
nella ricerca)
ovviamente non lo
troverò mai e dunque non
potrò mai inserirlo nei
'libri che vorrei'. E
poi c'è la ricerca pura
e semplice. Si digita
'Maurizio Cucchi', e
come risultato si hanno
pure quei Cucchi che
Maurizio non sono. Lo
stesso per Antonio
Porta, o per Benedetta
Barzini, per esempio;
senza tenere conto dei
titoli con più parole e
soprattutto con
l'articolo (ricordatevi
sempre che l'articolo
iniziale va tralasciato
- e questa è una buona
regola da buon
bibliotecario -). Ecco
perché, a mio modesto
avviso, la 'libreria
virtuale' fa un po'
schifo.
Cosa ne pensi? Lascia un
commento.
31 marzo
L'ora (il)legale
E ancora, di nuovo,
quest'ora fasulla: l'ora
legale che in
realtà reputo
assolutamente
illegale. L'essere
umano, finché
sopravviverà questa
specie assurda
d'animale, non finirà
mai di combinare guai
con la convinzione
netta di star
facendo del bene. Chissà
perché. L'ora legale, si
sa, non porta
alcun risparmio di
energia, ma questo
vogliono farci credere,
purtroppo. O se
risparmio vi è, dura il
tempo di un mese,
massimo due (ma proprio
massimo). E il
risparmio - facciamoci
caso, per favore -
starebbe soprattutto
nelle case, nelle
abitazioni. Ci credo!,
non ci si è praticamente
mai, in casa, dal lunedì
al venerdì! Tuttavia io,
la mattina, accendo la
luce della cucina e poi
quella dello studio. Ma
chi va in ufficio può
ben vedere che le luci
sono accese, sempre:
mattina e pomeriggio,
estate e inverno,
primavera e autunno. Poi
ci sono i supermercati,
e i negozi, e le vetrine
dei negozi; poi ci sono
i bar, i
ristoranti...Hanno tutti
le luci accese. Poi
arriverà il caldo,
quello forte, arriverà
il solLeone, arriverà
l'afa, e tra non molto,
e allora si accenderanno
i condizionatori. In
TUTTI gli uffici, in
TUTTI i supermercati
ecc. E proprio nei
supermercati, passando
davanti ai vari banchi
dei diversi prodotti
'freschi', il freddo
sarà tale che un golfino
di lana ci starebbe
benissimo! Poi (e chi lo
può negare, visto che
succede regolarmente
ogni anno!?), poi ci
saranno i black-out
causati proprio dal
troppo consumo di
energia. I(l) black-out
sono come il termometro:
misurano in pratica il
consumo di energia. E
poi vengono a dirci che
con 'sta cavolo di ora
legale si
risparmia! Ma la cosa
più brutta davvero, la
cosa peggiore, è che ci
sono centinaia di
migliaia di persone che
ci credono!, che credono
a questa bufala
cosmica dell'ora
legale! E non è
vero che gli
animali (quelli buoni,
come per esempio i
gatti, le vacche, i
maiali ecc.) non
risentono del cambio
dell'ora. Ne risentono o
comunque la
'percepiscono'. Un
esempio: il gatto Zizou
che è in casa, alle
6,15-6,30 del mattino,
dall'altro ieri
non viene più a
chiedere la pappa.
Proprio perché non
sono le 6,15-6,30!
Dovremmo quindi
smetterla, con l'ora
legale, dovremmo
accettare l'ora già
fasulla di quella
solare. Non c'è alcun
risparmio, non c'è
assolutamente alcun
risparmio e non ci sarà
mai! Io non ho
soluzioni da proporre
anche perché adesso come
adesso non ci possono
essere soluzioni, almeno
non in senso radicale,
ma mi preme almeno far
accorgere. E in
Italia non manca la luce
(= Sole), anzi,
eppure... (Vedi il
Tormentone)
24 marzo
Breve intervento sulla Democrazia
Mi domando: è ancora tempo di e per la
democrazia? Non è forse giunta alla sua fine?, cioè:
non sta morendo? Da come siamo messi – almeno in
Italia – direi di sì. Ma non soltanto qui da noi. E
allora, tra non molto, si giungerà alla Tirannide.
Per ‘rimettere a posto’ i guasti provocati da troppa
democrazia. E il caro ‘vecchio’ Platone lo diceva
già, più di due millenni fa, nel suo La Repubblica:
la degenerazione della democrazia porta alla
tirannide. E chi può negare che ormai, di questi
tempi, la democrazia non sia degenerata? Quanti
sono, innanzitutto, le persone – uomini e/o donne –
che sono veramente dei politici e non dei ‘tecnici’
o degli imprenditori o ex-manager? Boh! E poi: ogni
giorno, sui giornali, si legge di tutto e il
contrario di tutto (forse il giorno dopo); allora:
di chi è la Verità?, a chi appartiene la Verità?
Questo quindi è il tempo dei Sofisti, nient’altro.
(Ma nemmeno con la esse maiuscola, come invece ho
messo). Dunque, se non è più tempo di democrazia,
non è più tempo di riforme (di questo mi riprometto
di scrivere più avanti) e se non è più tempo di
riforme, allora due altre strade ci si prospettano:
la tirannide – appunto – o la RIVOLUZIONE (quella
vera, a livello Mondiale).
21 marzo
Berlusconi siamo noi
Sì, Berlusconi siamo noi, noi tutti, perché noi
l'abbiamo 'creato'. L'abbiamo 'creato' accettando le
sue offerte televisive; l'ha 'creato' la stessa RAI,
l'hanno creato insomma tutti gli italiani, anche
coloro che adesso gli danno contro. L'essere umano è
un essere complesso e complicato, a volte davvero
difficile da comprendere, nelle sue azioni che di
primo acchito non sa nemmeno di compiere. Ma è
soltanto un'apparenza, questa delle 'azioni non
compiute'. In realtà le 'azioni' si compiono
eccome!, anche stando in poltrona davanti alla
televisione. Adesso - ed è chiaro a tutti - vorrebbe
comprarsi Alitalia (e i soldi per farlo ce li
ha, eccome se li ha!). Che male ci sarebbe? Se la
comprasse Air France, in effetti, sarebbe come se un
altro disgustosissimo Napoleone invadesse ancora
l'Italia. E poi non avrebbe senso, essendo Alitalia
la cosiddetta compagnia di bandiera. Ma al di là di
questo particolare, ripeto: Berlusconi siamo noi
perché noi l'abbiamo fatto diventare Berlusconi. E
adesso però cerchiamo (ma le troviamo?) mille scuse
per dargli contro, così, a 'partito preso', solo
perché è Berlusconi-con-un-sacco-di-soldi. Abbiamo
invidia della sua ricchezza e allora giù che gli
diamo! L'Italia l'ha rovinata Prodi, e non soltanto
una volta. L'Italia è stata rovinata da quel
miscuglio di teste del cosiddetto centro-sinistra
che è andato a rovistare nelle tasche degli italiani
che di soldi ne hanno pochi e sempre di meno. Poteva
mettere le mani nelle tasche dei tanti, tantissimi
berlusconi (ché ce ne sono, nèh!, ce n'è
tantissimi!) eppure non l'ha fatto. E adesso
Veltroni fa demagogia, soltanto demagogia perché non
sa che pesci pigliare. Ma gli operai, gli operai
stessi (che dovrebbero o avrebbero dovuto essere la
punta della lancia della Rivoluzione proletaria) gli
stessi operai sono stufi di quella sinistra che
sinistra non è più da tempo e che ha messo loro le
mani in tasca. Gli operai vanno a destra. Colpa di
Berlusconi? Davvero?! Gli operai, in quanto
metalmeccanici (contratto dei) guadagnano più di un
impiegato, stanno meglio di un impiegato, di una
cassiera del supermarket, di un/a commesso/a di
negozio, inquadrati nel commercio. E allora,
come potrebbero volere la rivoluzione, gli operai?
Chissà se Bertinotti, se Diliberto e pure Rizzo sono
in grado di spiegarlo. Ribadisco: gli operai vanno a
destra!, si fidano più di Berlusconi che di
Veltroni! Incredibile ma vero...E poi prendiamocela
ancora una volta con quel simpaticaccio che riesce
perfino a dire: "Sono in odore di santità" (cosa che
nemmeno un papa credo abbia mai detto). E tu,
nuvolasenzainverno, non aver paura di tradire,
non tradiresti nessuno. Non sai chi votare? Non
andare a votare! La sinistra è morta, morta, morta!
E il desiderio di Bertinotti di far suonare accanto
all'inno di Mameli l'Internazionale, non ha alcun
senso! La sinistra socialdemocratica è l'unica che
resiste, ma la socialdemocrazia è
stata la rovina del proletariato e ha contribuito ad
annullare la Rivoluzione. O si è di
sinistra-sinistra (ma dov'è più la realtà sociale, a
sinistra-sinistra?, non esiste più!, esiste soltanto
la realtà politica, parlamentare ed
extra-parlamentare, ma è, appunto soltanto una
realtà politica), oppure si è di destra-destra. Ma
per favore, per favore, non siate più 'moderati'!
I 'moderati' sono quelli che contribuiscono a
rovinare tutto! I 'moderati' sono coloro che dicono
'sì' e 'no' allo stesso tempo! I 'moderati' sono i
'democratici' che vanno avanti(?) a forza di
tolleranza fino a quando non vengono
toccati personalmente, allora, da quel punto in
poi, smettono di essere tolleranti e svelano
così il loro vero volto.
13 marzo
Veri sprechi e falsi risparmi
Tra poco tornerà l’ora legale (che non modificherà
ancora una volta nulla anche se ci fanno credere il
contrario, un contrario difficile da credere). Nel
frattempo, e ormai da qualche anno a questa parte,
si sprecano gli ‘inviti’ a risparmiare energia. Se
seguite ‘Caterpillar’, nota trasmissione
radiofonica, vi sarà facile ricordare l’invito al
risparmio, ‘M’illumino di meno’ è la tiritera.
Pochi giorni fa, il Corriere della Sera ha dedicato
il suo Focus all’argomento, invitando appunto
a risparmiare. Il risparmio – stando sia a
Caterpillar, sia al Focus del Corriere – starebbe
anche (o forse soprattutto) nello spegnere i diversi
apparecchi elettrici che abbiamo in casa, nel non
farli stare in stand by, cioè, come si sa,
con la lucina accesa. E ancora: sia la trasmissione,
sia il quotidiano, puntano il dito su apparecchi
come la televisione, il computer, il cellulare, il
telefono di casa (ormai un cordless per tutte
o quasi le famiglie). Ma se il discorso può valere
per la televisone e il cellulare (che almeno di
notte può davvero rimanere spento), non si può dire
altrettanto per quanto riguarda computer, decoder e
cordless. E il non spegnerli non è cattiva
volontà, è semplicemente necessità, o meglio:
impossibilità di farlo. Il perché lo capirebbe
anche un neonato: per quanto riguarda il telefono:
non essendo più ‘fisso’ e funzionando con la
batteria, il cordless, come è noto, necessita di un
attacco alla presa elettrica in modo tale che quando
lo si ripone sulla base la batteria stessa possa
ricaricarsi. Già questo basta per capire come non si
possa eliminare lo stand by: se si staccasse
la spina, infatti, si spegnerebbe tutto, il telefono
non funzionerebbe più, non sarebbe più utilizzabile
(e allora, come la mettiamo con un’eventuale
emergenza?). Dunque il telefono, anche riposto sulla
base, avrà sempre e comunque accesi quei suoi led
che sono poi i maggiori colpevoli dello spreco. Lo
stesso discorso vale per i computer (almeno per i
portatili). Anche se a fine giornata io spengo il
computer, infatti, resta una spia luminosa accesa
(nel mio caso verde); se staccassi la spina la spia
verde si spegnerebbe, ma se ne accenderebbe un’altra
gialla ad indicare che il computer è alimentato a
batteria… Cosa dovrei fare, quindi, ogni sera?
Staccare la spina e togliere la batteria. Per
togliere la batteria dovrei ogni volta rovesciare il
portatile e, appunto, togliere la batteria.
Analogamente per i decoder: il decoder in realtà non
si spegne mai, per poterlo fare davvero bisognerebbe
anche in questo caso staccare la presa di corrente.
Inoltre: sono ormai tanti coloro che usufruiscono
per esempio di Fastweb, servizio che permette di
disporre di diverse ‘funzionalità’ quali telefono,
computer, televisione. E chi dispone di Fastweb sa
bene che l’installazione necessita di una scatoletta
chiamata hag, sulla quale continuano ad
illuminarsi – notte e giorno ventiquattr’ore su
ventiquattro – diversi led rossi. Bene, se si toglie
l’alimentazione all’hag, non funzionano più né
telefono né computer e non si riesce più a vedere i
programmi della pay TV. Ma queste cose capitano
anche negli uffici (tranne la televisione, forse);
voglio dire che anche gli uffici hanno i cordless (e
più di uno o due), i computer, e servizi come
Fastweb o Alice. E gli uffici e le aziende in
tutt’Italia non sono certamente due o tre (Fastweb e
Alice compresi). Allora, cosa facciamo? Come
possiamo davvero, realmente
risparmiare? Senza dire che uffici, aziende, banche,
ma anche tantissime case, dispongono di sistemi di
allarme, tra l’altro. Allora, di nuovo, cosa
facciamo? Sembra che non ci sia risposta, purtroppo.
Tuttavia, chi segue ‘Caterpillar’ e chi legge i vari
quotidiani, e chi sta davanti al computer a leggere
le notizie online, ha mai sentito o letto di
lamentele di quella e/o questi per quanto riguarda
l’enorme spreco di denaro e di energia quando si
tratta di una partita di calcio in ‘notturna’ (e
domenica in Qatar c’è stata pure la corsa
motociclistica, in ‘notturna’) o di una gara
automobilistica o motociclistica? No. Nessuno dice,
nessuno ha mai detto niente. Obiezione: avremo
pure il diritto di divertirci, o no? Certo, per
divertirsi i soldi non mancano mai, e lo spreco…è
necessario!
9 marzo
Tempi e luoghi dei 'profumi' (e non solo)
A chi non è capitato, poco prima dell'ora di
pranzo o di cena di sentire per esempio il 'profumo'
o semplicemente l'odore del soffritto, o quello più
variegato ma non meno 'carico' di un buon
minestrone? Ed entrambi forse ci hanno fatto venire
- come si dice - l'acquolina in bocca, proprio
perché tra poco appunto si pranza o si cena... E
quell'odore diventa addirittura 'profumo' e ci apre
pure lo stomaco come un buon
aperitivo... A tutti,
immagino, sarà successo, e forse quegli odori, quei
'profumi' hanno aumentato pure il nostro appetito
tanto che non vediamo l'ora di metterci a tavola e
quasi in quel momento invidiamo chi ha preparato il
buon minestrone o il ragù (che richiede il
soffritto). Eppure, questi stessi
aromi che sprigionandosi da qualche parte a
determinate ore ci hanno messo ancora più fame, a
'sentirli' in ore diverse da quelle 'canoniche'
possono farci addirittura schifo. Ne convenite? Vi è
mai venuta fame alle otto del mattino sentendo per
esempio, proprio sul pianerottolo di casa, che
qualcuno nel condominio sta già preparando un sugo e
quindi sta facendo già il soffritto il cui odore si
è sparso su tutti i piani? Se sì, va bene; se
no...allora la mia teoria (perché di questo si
tratta, nient'altro che una teoria) si avvalora.
Già, perché se sussiste il secondo caso (quello
dello 'schifo'), allora significa che gli odori
diventano profumi solo in determinate ore.
'Diventano' per noi, ovviamente, loro non
cambiano. Proseguendo su questa linea teorica,
allora gli stessi odori, aromi, profumi cambiano
anche a seconda dei luoghi ma del tutto
indipendentemente dai tempi appena presi in
considerazione. Infatti (e credo sia difficile
negarlo) lo stesso, l'esattamente identico odore di
minestrone 'sentito', o casualmente annusato dalle
ascelle (nostre o di chi altro non ha importanza),
beh, quell'odore diventa addirittura puzza!
Eppure l'odore è lo stesso, appunto, tanto è vero
che solitamente diciamo ma che puzza di
minestrone!, quando ci si avvicina una
persona che da sotto le ascelle emana tale...odore.
E ancora: l'odore è identico, e forse una volta a
casa, dopo l'ufficio...ci mangiamo un buon
minestrone senza alcuno schifo! E la stessa 'cosa'
accade quando purtroppo avanziamo qualcosa e la
buttiamo. Ora, ammettiamo questo: che abbiamo appena
cambiato il sacchetto della spazzatura: esso è
vuoto, è un semplice sacchetto del supermercato dove
poco prima abbiamo messo tante cose che poi abbiamo
mangiato. Il sacchetto quindi è ancora pulito, però
sta a ricoprire il 'cestino' della spazzatura.
Ammettiamo di aver appena mangiato una cotoletta al
cui osso è rimasta attaccata della 'ciccia'.
Buttiamo via ma poi ci viene il senso di colpa:
tanta gente muore di fame e io ho buttato via un
osso che intorno ha ancora della carne! Beh, chi di
noi avrebbe il coraggio di andare a riprendere quel
pezzo e cominciare a spolparlo tutto? Quel pezzo
buttato lì nel cestino, dentro al sacchetto in
pratica pulito, ci fa già schifo! Dunque non solo
gli odori, i profumi, diventano 'puzze' a seconda
dei tempi e dei luoghi, ma pure gli alimenti
diventano immangiabili se solo li mettiamo in luoghi
diversi da quelli da cui si possono ancora
'prelevare'. E' così affascinantemente incredibile,
l'essere umano...!
8 marzo
Ma alle 15,21 (ora di Splinder)
Alle 15,21, ora di Splinder (sì, perché Splinder
ha ore 'strane', tutte sue, nel senso che uno
inserisce un intervento alle 14,10 e sul blog appare
11,40) beh, alle 15,21 di oggi ho ricevuto sul
blog Etymos da Romanticaperla (collegamenti qui
a destra, in Vedi)
questo commento (forse ha letto i due
interventi Festa delle donne e Le donne
siciliane di PRC..., io non lo so):
"Ah! La forza delle donne deriva da qualcosa
che la psicologia non può spiegare. Gli uomini
possono essere analizzati, le donne...solo adorate!"
(O.Wilde).Ciao ciao ^_^
Baci vany.
Chiarimenti (ore 17,15)
Chi ha letto i due interventi qui sotto di oggi 8
marzo, potrebbe pensare che io abbia qualcosa contro
le donne. Non è così, ci tengo a precisarlo. Solo,
non riesco a capacitarmi di come una tragedia possa
diventare una festa (allora: perché non si va ad
Auschwitz a cantare, ballare, bere e mangiare,
almeno una volta all'anno?). E non riesco davvero a
capire quelle donne siciliane di PRC che non
accettano Luxuria. Io non-riesco-a-capirlo! (Sì, in
realtà non riesco a capire un sacco di cose, però
queste men che meno, scusatemi!).
Festa delle donne
Auguri a tutte voi, anche se a mio avviso ci
sarebbe poco da festeggiare (ma è il parere di un
maschio, quindi lascia il tempo che trova) ci
sarebbe poco da festeggiare perché come tutti
sappiamo in questo giorno, tanti anni fa, alcune
donne morirono tragicamente. Quindi: festeggiare?
Sì, in effetti anch'io festeggio, ad ogni
anniversario della morte di mio padre, di mia madre
e di tanti altri cari!
Le donne siciliane di PRC...
Sul Corriere di oggi ho letto che le donne
siciliane di PRC che fa capo a Bertinotti, e quindi
comuniste(!?) non vogliono nel partito
Luxuria, noto (o nota) parlamentare. Io mi
sono fermato al titolo, perché un articolo del
genere non vale la pena di leggerlo. Non per
l'articolo in sé, ma per il rifiuto delle siciliane.
Mi sono domandato che concezione abbiano quelle
donne del comunismo.
2 marzo
Dichiarazione d'amore
L'altroieri mattina, verso le sei, mi sono
ritrovato a ricordare quando nel 1997 andai per la
quarta o forse quinta volta a Monaco per
l'Oktoberfest. Era stato un mio amico a propormelo,
nonostante fossi già sposato da 8 anni. Dissi va
bene, okay, andiamo. Ma una volta là, in mezzo a
tantissime persone, tra un capannone e l'altro dove
ci si inebriava di ottima birra, tra le giostre e
quant'altro...mi accorsi che mi mancava qualcuno,
qualcuno con cui condividere pienamente il
gioioso folklore della serata e della festa. Il
'qualcuno' era mia moglie. Da quella volta
decisi che senza di lei non sarei andato più da
nessuna parte, perché vivere le cose senza di lei
significa non viverle appieno, fino in fondo, perché
manca una parte di sé. La parte più importante.
F. è stato censurato (io sono democratico, ma
fino a un certo punto. Claudio).
29 febbraio
Un aspetto della 'nostra' schizofrenia
Gli aspetti della 'nostra' (di noi che ci
riteniamo normali, non-matti, non-pazzi,
non-schizofrenici appunto, non-paranoici né
non-paranoidi), gli aspetti della 'nostra'
schizofrenia sono diversi - e lo ammetterete, spero,
sia che siamo schizofrenici, sia che vi sono
svariati aspetti di normoschizofrenia. Beh,
uno di questi è rappresentato dai siti web. Per
lavoro, mi capita di visitarne non pochi al giorno:
alcuni sono semplici, di facile consultazione,
chiari, veloci da 'navigare'; e tra questi ve ne
sono di belli, di decenti, di bruttini, di
inguardabili (tanto che io mi son detto più e più
volte: 'tu un sito non lo sai fare, però sarà sempre
migliore di questo', e mi sono rinfrancato
almeno un po'). Questi siti però sono - appunto -
veloci, e la velocità (la 'fretta' più che altro) è
un particolare molto importante che caratterizza la
società moderna e postmoderna e
post-postmoderna e via dicendo. Poi c'è un'altra
categoria di siti che si distingue più che altro per
il movimento, per l'animazione (i siti
realizzati con Flash, come si sa) in cui prevale
l'aspetto estetico (alcuni sono veramente
belli, attraenti); ed è proprio l'estetica che
frega, e fregando esprime uno dei tanti aspetti
della 'nostra' normoschizofrenia. Già, perché
fanno perdere un sacco di tempo. Invece di
rispondere ai criterii di velocità, facilità d'uso,
semplicità di 'navigazione', questa seconda
categoria di siti è, ripeto, una perdita di tempo.
Per esempio: si vuole conoscere la sede (la
location, come si dice adesso, maledizione!),
di un'azienda che tra l'altro è italianissima, per es., e quindi
basterebbe che mettesse indirizzo e quant'altro di
utile nella H.P. e via. Invece no: si clicca su
dove siamo e si apre una 'finestra' (quando va
bene, sennò è addirittura un'altra pagina) in cui
compare l'immagine di tutta la terra, di tutti e
cinque i continenti; allora devi cliccare ancora
sulla zona che ti interessa (per es. Europa);
l'Europa s'ingrandisce, cambia colore, si suddivide
nei vari Paesi che la compongono, ma non basta;
allora clicchi sull'Italia, e questa s'ingrandisce,
cambia colore, si suddivide per le varie regioni. Ma
non basta. Allora clicchi sulla regione, e questa
s'ingrandisce, si suddivide in province ognuna di
colore diverso, appaiono puntini rossi
intermittenti, ma ancora, ancora non basta per
sapere dove cavolo sta, 'sta benedetta azienda, che
avresti fatto prima ad andarci in macchina o in
treno, se solo l'avesse scritto subito, sulla H.P.,
ben chiaro... Poi alla fine lo scopri, finalmente,
ma intanto hai perso tempo. E allora ti domandi
davvero se davvero non siamo schizofrenici: se in
questa società domina la velocità, perché far
perdere tempo (altra caratteristica di primaria
importanza: mai e poi mai perdere tempo, in
questa società)? Tempo che tra l'altro potrei
'perdere' facendo i cavoli miei, divertendomi
chessò, a giocare col gatto, o a leggere, o a
realizzare il sito. Ma tant'è.
28 febbraio
Parole 'tabù'
Poco tempo fa, un'amica si lamentava con mia
moglie perché il medico le aveva detto che è una
persona anziana. L'amica non voleva (e non
vuole) sentirsi dire che è anziana. Eppure ha
65 anni e - almeno a me - non sembra poi più tanto
giovane. Ma forse non soltanto a me, ma pure al
medico; e probabilmente anche ad altri più o meno
'giovani' di lei. Allora, dopo aver saputo così da
mia moglie, ho pensato che il fastidio di sentirsi
dare dell'anziana sia dovuto al tabù
che quasi vieta (proprio perché tabù) di
pronunciare la parola vecchio per chi è ormai
ultra settantenne. Voglio dire: che avendo
praticamente sostituito (a livello sociale)
vecchio con anziano, chi si sente dire
anziano è come se sentisse dirsi vecchio, e
questo certamente può dare fastidio, proprio perché
un/a 65enne non è ancora vecchio/a, ma
appunto anziano.
Il tabù, come si sa, non riguarda soltanto la
parola vecchio, ma anche negro, sordo,
cieco, handicappato e altre ancora.
Le parole sono qualcosa di veramente
straordinario: non solo sono parole, non solo
'mostrano' le cose, ma evidenziano pure i sensi di
colpa (anche se stupidi). |